Presidente del comitato organizzatore
Stefano Zuban
Email: stefano@catea.com
Segreteria organizzativa: 040 2820014 (Mariangela)
Presidente del comitato organizzatore – Nova Gorica
Miran Mozetič
Email: mmozetic@yahoo.it
Coordinazione Internazionale
Nataša G. Jerina
Email: natasa.g.jerina@gmail.com
Moto Club Pino Medeot
l Moto Club Pino Medeot Gorizia vede le sue origini nel 1923 con la prima associazione motociclistica nata come sezione della polisportiva Audax Gorizia. Nel 1928 c’è la prima richiesta di affiliazione alla FMI con il nome di Moto Club Gorizia. Innumerevoli sono le gare di velocità, regolarità e raduni organizzati a cavallo degli anni ’20 e ’30.
Nel primo dopoguerra nel goriziano, sotto le fila del Moto Club Mossa, un poliedrico pilota nato nel dirt-track e prestatosi alla velocità, è qualificato per le finali nazionali del 1950 con una Gilera Saturno. Risponde al nome di Pino Medeot. La voglia di correre lo porta a Bondeno per una gara di qualificazione a lui non necessaria. Durante la gara un guasto alla moto di un doppiato causa un grosso incidente in cui Pino Medeot perde la vita. Nello stesso anno il Moto Club Mossa ed il Moto Club Gorizia decidono di unire le proprie forze ed intitolare l’associazione al defunto pilota Mossese.
Il club, sotto la nuova titolazione diventa uno dei maggiori protagonisti nella regolarità fuoristrada che spopola tra gli anni 60 e 70 trasformatasi poi nel moderno Enduro, rimanendo in cima alle classifiche territoriali fino ad oggi e organizzando costantemente competizioni sul territorio anche di carattere nazionale.
Nel settore turistico del Moto Club Pino Medeot sono numerose le partecipazioni dei nostri soci ai Rally FIM e degno di nota è il moto raduno transfrontaliero GOmotoGO organizzato a Gorizia e Nova Gorica in collaborazione con l’AMD Gorica. Lo sguardo è ora proiettato al futuro, puntando sui giovani motociclisti ma senza dimenticare la storia e le radici di uno dei Moto Club più storici d’Italia.
Leggi la storia completa sul nostro sito: https://www.motoclubpinomedeot.it/
Moto Club Trieste
ll Moto Club Trieste è stato fondato nel 1906 – uno dei primi moto club europei – e si è mantenuto in essere fino ai giorni nostri, con interruzioni della propria attività avvenute solo durante le guerre mondiali. Nato quindi durante l’Amministrazione Imperiale Austro-Ungarica, ha formalizzato la propria ragione sociale col nome di “Associazione Motociclistica Triestina” presso le Autorità competenti (Imperial Regia Luogotenenza di Trieste) nel settembre del 1907 quando vengono accolti l’Atto Costitutivo e lo Statuto, documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Trieste. Dopo la guerra mondiale e l’avvento dell’Italia nella Venezia Giulia, il Moto Club si ricostituisce nel 1919 nell’ambito della polisportiva U.S.Triestina per affiliarsi autonomamente, circa un anno dopo, al Moto Club d’Italia, la federazione di quei tempi.
Fin dai primi anni l’associazione raccoglieva gli appassionati della zona isontina, triestina e istriana, chiamati spesso a raccolta per le prime avventurose marce motoristiche e per le numerose gare, anche di importanza nazionale, come il Circuito del Carso e il Circuito dell’Isonzo, basate su prove cronometrate di notevole chilometraggio. Il club fece anche da base di tappa per grandi gare in linea organizzate nel nord Italia e promosse dalla Gazzetta dello Sport. Altre gare del periodo “arcaico”, seguitissime da grande pubblico, erano quelle del “Chilometro Lanciato”, presentate dal club triestino anche nel Veneto e nel Friuli. Col 1920 il Moto Club Trieste introduce la gara di velocità in salita “Trieste-Poggioreale del Carso”, più nota come Trieste- Opicina Motociclistica che si disputerà fino al 1933 in 10 edizioni con la partecipazione di campioni nazionali dell’epoca, per proseguire con altre due gare nel dopoguerra (1947 e 1948). Grande successo ebbero le gare di Dirt Track, lo Speedway su pista lunga, che si tenevano all’Ippodromo di Montebello per due e anche tre volte all’anno. In genere si teneva una gara di portata interregionale ed una di livello internazionale, con gli specialisti austriaci, boemi, sloveni, croati, polacchi e ungheresi, oltre che italiani. L’epopea del Dirt Track triestino, seguita sempre da numeroso pubblico, durò dal 1928 al 1951 Negli anni ’30 il MC Trieste fu co-organizzatore, col MC Isonzo di Monfalcone, della gara nazionale di velocità “Circuito di Redipuglia”, prova del Campionato Italiano. Nel 1939 il sodalizio organizzò, su circuito cittadino, la gara di velocità “Circuito di Trieste”, con la partecipazione di campioni nazionali.
Dopo la seconda guerra mondiale, in regime di Territorio Libero sotto giurisdizione del Governo Militare Alleato (1945-1954), il Moto Club Trieste, che come gli altri sodalizi sportivi e culturali, aveva subito la statalizzazione e la militarizzazione voluta dal regime fascista (dal 1937, con la denominazione autarchica di Associazione Motociclistica Triestina), si ricostituisce affiliandosi tra i primi club alla nuova Federazione Motociclistica Italiana, a sua volta ricostituitasi (dopo essere stata “Reale Federazione Motociclistica”) nel 1946 a Montecatini. In quell’occasione il Moto Club Trieste, per la sua riconosciuta anzianità e per l’attenzione del momento alla “Questione di Trieste”, ottiene il numero di matricola 0001 della FMI, caratteristica che mantiene ancora oggi.
Nel secondo dopoguerra anche il motociclismo locale risente positivamente del grande slancio nella ricostruzione dell’economia italiana che beneficia particolarmente l’industria motociclistica, protagonista della prima grande massificazione della mobilità motorizzata e della rapida diffusione della motoleggera e dello scooter. Il Moto Club Trieste è particolarmente attivo, forte di un gran numero di soci, nelle attività turistiche, ludiche, ricreative e sportive. Oltre alle numerose e affollate gare di regolarità, si riprendono le gare della Trieste-Opicina e del Dirt Track di Montebello e si organizzano le gare di velocità: il “ Circuito di San Giusto”, più noto come “Circuito di S.Andrea” e il “Circuito di Riva Traiana”, oltre che, dal 1950, la popolare “Gimkana di San Giusto” che si svolgeva nel Cortile delle Milizie del Castello cittadino, divertente manifestazione che si ripeterà fino agli anni ’80.
Con la crisi del mercato di settore iniziata nel 1957 in concomitanza all’uscita delle prime automobili utilitarie, il motociclismo soffre un periodo buio e resta uno sport seguito solo dai veri appassionati. E’ in questa fase che si manifesta una “leva triestina” di velocisti, grazie ala promozione di un “patron” come Piero Ostuni. Tra gli altri ricordiamo Alfredo Suspize, Bruno Rustia, Luigi Rinaudo, Gilberto Parlotti, Claudio Loigo e, poco più tardi, Aldo Però. Tra difficoltà economiche e lunghe trasferte, essi si metteranno in grande evidenza, quasi sempre come “piloti privati”. Parlotti sarà tre volte campione italiano di velocità ( 1969 e ’70 nella 50cc, 1971 nella 125) è vincerà numerose gare internazionali e diversi Gran Premi anche nelle cilindrate superiori. Rinaudo sarà anche collaudatore, Loigo pilota ufficiale Laverda nell’Endurance, Però campione italiano junior nel 70.
Con la rinascita commerciale, a cavallo del 1970, trovano grande sviluppo le discipline del fuoristrada e decine di giovani si avvicinano ogni anno alla Regolarità fuori-strada (poi Enduro) e al Motocross.
Il Moto Club Trieste, in collaborazione col MC Duino, introduce la gara fuoristrada ”Coppa del Carso”, che poi diverrà “Enduro del Nord-Est”, una classica della specialità per più di trent’anni. Numerosi sono stati gli agonisti locali di rilievo in queste discipline che hanno raggiunto livelli sempre maggiori, distinguendosi anche in campo nazionale. Nel 1978 Renzo Bensi vince il titolo italiano Junior nella massima cilindrata dell’Enduro. Sulla sua scia saranno numerosi i piloti della zona a raggiungere i vertici nazionali. Il Moto Club Trieste consegnava in quegli anni oltre una sessantina di licenze agonistiche all’anno nelle varie specialità. Negli anni ’70 si era formata anche una attiva ”Sezione Trial” che organizzava annualmente una bella gara triveneta.
Inoltre una numerosa Sezione Turistica partecipava a Motoraduni e Rally Internazionali , mettendosi sempre in evidenza. Il Moto Club Trieste vantava anche una Sezione Ricreativa, una rappresentativa di Calcio a 7 giocatori, ed una “Sezione Alpina” in provincia di Pordenone.
Arrivando al Centenario e oltre
Negli anni ’90 si riuniscono nelle insegne del Moto Club Trieste diversi club che, pur positivamente attivi, avevano in qualche modo frazionato le forze (MC Trieste “Gilberto Parlotti”, M.C. Nord-Est, M.C. Bora) , così che si rinvigoriscono le possibilità organizzative e quelle agonistiche e sociali. Con questa nuova conformazione i risultati non tardano ad arrivare. Prestazioni sportive di rilievo arrivano un po’ da tutte le specialità, specialmente dall’Enduro e soprattutto per merito di Fabrizio Hriaz, vincitore di una lunga serie di titoli nazionali nelle varie categorie della specialità. Nel 2006 si festeggia il Centenario con una serie di manifestazioni cittadine, la pubblicazione del libro storico e l’apertura della Scuola di Avviamento allo Sport Motociclistico, creata e condotta dal vulcanico Presidente del tempo Claudio Birri. Il Moto Club entra a far parte del Registro delle Società Centenarie del Coni regionale, mentre un bambino di nome Alessandro Battig vince tutti i Campionati Italiani ed Europei di Minicross, successivamente, nelle varie fasce d’età. Birri e il presidente onorario, Franco Damiani di Vergada, istituiscono anche il “Centro di Formazione al Motociclismo Gino Parlotti”, indirizzato alla Sicurezza Stradale, secondo i canoni dello specifico dipartimento della Federazione Motociclistica. Dopo aver ospitato a Trieste un Corso Federale per la formazione di Istruttori (Palazzo della Regione) viene allestito un bellissimo impianto a ciò dedicato nella Zona Industriale delle Noghere, con percorsi didattici, aula, ufficio, servizi e magazzini, nel quale vengono ospitate in primavera numerose classi di terza media e di prima superiore in corsi di una giornata sul tema della Sicurezza Stradale e sull’approccio pratico alla guida del motorino. Il Centro propone anche lezioni di perfezionamento e presenta varie manifestazioni culturali e sportive. Dopo quasi quattro anni di attività il Centro deve chiudere (2014) per la mancata conferma della disponibilità degli spazi, assegnati in locazione precaria. Ha ripreso la sua attività nel 2018, nell’ambito della nuova sede dell’Associazione. Ma senza disporre di spazi adeguati come nella precedente esperienza.
La mancanza di spazi dedicati e di impianti, costringe la Società non solo a quella sospensione, ma anche a tenere le proprie gare sociali ed allenamenti collegiali in altre province, con le difficoltà collegate a tale precarietà. In ogni caso non vengono a mancare le vittorie, che sia dalla lunga carriera di Hriaz, o dal l’esordio del giovane Battig o le conferme del bravo velocista Mitja Emili, Campione Europeo (2006) e ripetutamente vincitore di Trofei Nazionali Monomarca, dove la concorrenza è notevolissima.
Alessandro Battig, entrato nel mondo dei “grandi”, vince, a 16 anni, il Campionato Nazionale di Motocross nella 250 (2008), primato che replica con la Honda, nel 2010, quando partecipa con onore anche a varie prove del Campionato Mondiale. Battig nel 2013 passa alla specialità dell’Enduro nella quale, dopo un podio significativo negli Assoluti d’Italia, vince questo Campionato nel 2015 e distinguendosi ancora nelle prove mondiali. Nel 2018 il giovane vince il Titolo Europeo assoluto nella cilindrata maggiore e quello a squadre con la rappresentativa italiana.
Nel 2016 il Moto Club Trieste, per festeggiare i suoi 110 anni di vita, organizza con la collaborazione del Comune di Trieste e l’appoggio di molte realtà cittadine, la manifestazione “Moto Club Trieste, 110 anni di Storia”, definita una delle più belle rappresentazioni del Motociclismo e della sua storia. La mostra storica di mezzi, i corredi iconografici e di testi, l’allestimento nel Salone degli Incanti hanno affascinato gli oltre 15.000 visitatori dell’’esposizione. Nei quattro giorni della manifestazione si sono tenuti anche un Motoraduno Internazionale, una Conferenza Nazionale sulla Sicurezza, un Corso sulla Sicurezza per bambini, la presentazione del libro già citato, una mostra pittorica. C’è stata la presenza di rappresentanti parlamentari, delle Autorità Locali, del Coni, dell’Ania, della Fmi, del giornalismo di settore e di campioni come Marco Lucchinelli.
Nel 2017, il moto Club è stato impegnato con un’altra grande manifestazione la “Settimana dei Motori” che comprendeva la “Salita dei Campioni”, collegata alla storia della corsa motoristica Trieste-Opicina. In collaborazione col Comune di Trieste e di varie associazioni motoristiche e culturali, anche questa occasione ha segnato un successo che ha riportato echi positivi da mezzo mondo, complice ancora una volta la bella cornice della città e la presenza di grandi nomi .
Nel 2019, sempre con la co-organizzazione del Comune di Trieste, il Club e la città vengono scelti per ospitare la Giornata Italiana del Rally Mondiale FIVA, la massima espressione internazionale tra le manifestazioni dedicate alle moto storiche. Abbinata all’inaugurazione della prestigiosa Mostra comunale dedicata a Camillo Castiglioni, l’eclettico imprenditore e finanziere triestino che guidò l’industria aeronautica imperiale e poi germanica nei primi decenni del ‘900 e ricordato come l’iniziatore della produzione auto-motociclistica della BMW, la manifestazione ha ricevuto un premio internazionale come la migliore del genere in quell’anno.
Il moto Club Trieste, oggi. Sport, formazione e sicurezza, cultura.
Dal 2016 al 2020 il sodalizio ha avuto sede nell’ambito dell’Ippodromo di Montebello dove disponeva di ufficio, zona per il ritrovo, magazzino, archivio e dove aveva realizzato una sala, a disposizione anche di terzi, per conferenze, proiezioni, assemblee e sessioni didattiche dedicate alla Sicurezza Stradale.
Nel 2021 il Comune di Trieste ha assegnato in locazione al Club una sede autonoma, riqualificata ed allestita dai soci in località Borgo San Sergio.
Il Moto Club Trieste attualmente coltiva diverse sfere di attività. Oltre a seguire i propri atleti e l’attività sportiva (sono una quarantina i piloti licenziati nelle varie specialità, Enduro in primis) ha ripreso l’attività di Formazione alla Sicurezza, del Mototurismo mirato ed ha attivato una sezione dedicata alla Storia ed alla Cultura, con tanto di Archivio Storico.
Nelle ultime stagioni (a parte la forzata interruzione dovuta alla Pandemia), oltre ad appoggiare i propri numerosi piloti, l’organo direttivo ha assistito la FMI, con il personale competente in materia, nella formazione di giovanissimi all’educazione stradale intrattenendo in varie sessioni gli allievi di vari Istituti Scolastici. Ad esempio, nel 2018 circa 380 alunni sono stati formati, nelle rispettive sedi scolastiche, con lezioni in aula e con esercitazioni con le biciclette. Altri 106, ragazzi di terza media, hanno svolto, in cinque giornate, le esercitazioni pratiche con i ciclomotori, anch’essi dopo aver assistito ad una lezione in Aula con relativa proiezione. Per il turismo e la cultura sono state organizzate conferenze e proiezioni su vari temi, gite per visite a Musei della Moto, altre gite di visita e diporto, nonché collaborazioni culturali con altre entità sociali.
Il Club ha anche realizzato varie iniziative editoriali con la pubblicazione di apprezzati libri sulla storia del motociclismo locale
Nell’attività agonistica i risultati degli atleti sono stati di prim’ordine, questi tra i più prestigiosi :
Alessandro Battig – Campione Europeo Assoluto di Enduro e membro della Squadra Nazionale vincitrice del titolo europeo a squadre, nonché terzo classificato agli Assoluti d’Italia nella cilindrata maggiore.
Fabrizio Hriaz – Campione Italiano per tredici volte nell’Enduro approdando alle categorie Veteran.
E poi, tra gli altri, Ivo Zanatta, Campione Italiano Enduro Superveteran (2022), Pietro Collovigh – Campione Triveneto e Campione Regionale Enduro, nonché terzo nel Campionato Italiano Junior.
Da ricordare – fino al 2020 – anche le belle prestazioni di Mitja Emili nella velocità, di Riccardo Blocher nel Motocross, e ancora gli enduristi Giorgio Iride, campione Europeo (Epoca), Ziber, Marassi (veteran), Terdina, Corrado. Nel Motocross d’epoca ha brillato ancora la classe del non più giovane Mario Massarotti, che vanta un passato vincente nel Crossa e nell’Enduro. Nel Trial si è distinto sempre Marino Fontanot, fino alla recente dolorosa scomparsa.
Nel 2021, dopo l’allestimento della nuova sede e l’allentamento delle restrizioni prescritte a scopo sanitario, il sodalizio è ripartito con l’entusiasmo di sempre, e con l’attenzione per i più giovani, che purtroppo non sono numerosi come una volta. Ciò nonostante, brilla il mini-centauro Jeremy Aiello Sabadin, autentica promessa nel Motocross.
Una lunga storia, quella del Moto Club Trieste, che deve incoraggiare guardando al proprio futuro. In quest’ottica, dal 2023, grazie alla caparbietà del Presidente Massimo Pacor, alla dedizione dello storico Direttore Sportivo Renzo Bensi e alla disponibilità del Comune di Sgonico, si tiene sul territorio triestino una gara di Mini Enduro, in occasione della quale si esibiscono anche gli inossidabili “regolaristi d’epoca” e si tengono sessioni formative per neofiti.