Se la mission di ASI – Auto Moto Club Storico Italiano – ha contribuito alla conservazione di quel ricchissimo patrimonio di conoscenze ingegneristiche detenuto da case produttrici, carrozzieri e centri stile, c’è anche ben vivo un impegno consapevole nei confronti della sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Di qui la scelta di intraprendere un percorso di ricerca sui motori endotermici storici utilizzando bio-benzine. Infatti il motorismo storico, promotore di cultura e passione, non può prescindere oggi dall’attenzione alle esigenze di tutela ambientale. Una responsabilità di cui il comparto, che pure ha una incidenza marginale sulle emissioni inquinanti e clima-alteranti complessive , deve farsi carico in ossequio alla necessaria sensibilità sul tema .

E ciò non solo per contribuire a garantire un futuro al pianeta e alle nuove generazioni, ma anche per coinvolgere proprio queste ultime, che su queste istanze nutrono grande sensibilità. Per ASI, mantenere funzionale un veicolo storico non è un dettaglio tecnico, ma un atto di dignità e rispetto verso un patrimonio culturale. Se riteniamo giustamente che un’auto o una moto d’epoca siano vere e proprie opere d’arte, allora è fondamentale ricordare che la loro essenza si realizza nel movimento. Devono poter accendersi, muoversi, raccontare con il suono del motore e la bellezza delle forme un pezzo di storia tecnica, sociale e culturale. I combustibili alternativi CO₂ neutral, in questo senso, rappresentano una soluzione ideale: permettono a questi mezzi di continuare a vivere nel rispetto dell’ambiente, garantendo al tempo stesso la trasmissione della memoria e dell’identità collettiva che essi incarnano.

Come sempre, le piccole o grandi storie del motorismo si intrecciano con vicende di persone, uomini e donne: grandi campioni dello sport, innovatori visionari, ingegneri, tecnici e designer, collezionisti o outsider capaci di influenzare ed ispirare. Anche nel percorso di ASI all’interno del progetto Net-zero Classic ne abbiamo incontrati tanti e moltissimi aneddoti e storie sono stati ri-vissuti, ri-raccontati oppure scritti per la prima volta. Oggi vogliamo parlarvi di MARYAM TALAEE, presente sul palco a Gorizia il 31 agosto.

L’INCONTRO CON MARYAM , in occasione del Rally Motociclistico Mondiale FIVA del maggio 2025 a Imola, è stato illuminante ed emozionante. Maryam è canadese ma vive a Teheran, dove si prende cura del più grande rifugio per animali del Medio Oriente, che ospita tra l’altro 150 cani salvati dalla strada e dalle crudeltà.
Maryam, oltre ad essere regista di documentari è anche una campionessa ed istruttrice di motociclismo: le donne in moto non sono ben viste in Iran e quindi Maryam può esercitare la propria passione e realizzare la propria mission di istruttrice solo in circuito o all’estero. Al Rally Fiva Maryam aveva preso parte con una moto messa a disposizione da Stefano Zuban, alimentata a bio-benzina. I risultati erano stati tali che in ambito ASI Green e all’interno del progetto Net-zero Classic è nato l’ASI Green Dream Team, tre motociclette d’epoca alimentate a bio-benzina che prenderanno parte a varie tappe del calendario 2026. Una di esse sarà affidata per l’appunto a Maryam Talee in qualità di team leader sul campo. Infatti Maryam a Imola aveva immediatamente ben compreso e condiviso i valori di ASI all’interno del progetto Net-zero Classic e aveva abbracciato le motivazioni di quest’ultimo: fare parte da leader del Dream Green Team sarà una nuova battaglia da sostenere per lei , oltre a quella per i diritti umani e quella per i diritti degli animali, che sta affrontando con entusiasmo insieme ad ASI e a FIVA, per salvaguardare il futuro del motorismo storico nel rispetto del pianeta.