Fondazione del Moto Club Gorizia e lo sviluppo del motociclismo nel territorio della Venezia-Giulia fino agli anni Trenta del secolo scorso.
Mentre il Club Motociclistico triestino promuove l’attività sportiva in città e provincia, contribuendo alla diffusione del motociclismo nell’intero territorio della Venezia Giulia anche con iniziative singolari, come il già citato “garage sociale” aperto nel 1906 in via Giulia dove i soci lasciano in custodia i loro mezzi ed è aperto al pubblico, una delle piazze più ricettive è quella di Gorizia.
Anzi, proprio la città oggi capitale della cultura 2025 potrebbe addirittura aver tolto a Trieste il primato di prima città ad aver ospitato una competizione motociclistica nella Venezia Giulia.
La manifestazione è stata organizzata il 31 maggio del 1903 presso il velodromo Excelsior, inaugurato da quasi un anno e dotato di fondo in cemento, la notizia risulta pubblicata sulla stampa dell’epoca: Il “Piccolo” edizione del mattino, del primo giugno del 1903.
Quel giorno, in occasione di una gara ciclistica in programma nell’impianto di via Trieste, si disputa a contorno una gara aperta alle motociclette che registra l’iscrizione di cinque concorrenti e la curiosità del folto pubblico presente. Due soli i temerari giunti al traguardo – per la cronaca, Del Torso di Udine e Zigovich di Fiume – dopo aver completato i dieci giri in programma, per un totale di 3.300 metri, ad una media di poco superiore ai 54 km/h e con giro più veloce in circa 21 secondi.
L’iniziativa del gestore dell’impianto, il signor Goriup, non ha seguito negli anni seguenti, ma in città l’interesse per i moderni mezzi a motore aumenta progressivamente.
Nonostante questo, a Gorizia nei primi anni del XX° secolo nessuno decide di creare un Club motociclistico sportivo come era invece avvenuto a Trieste. Nel 1907 viene invece fondato un Audax podistico, divenuto pochi anni dopo Audax sportivo con sezioni dedicate anche al nuoto e al ciclismo, che però non si occupa di motori.
Così, fino agli anni Venti, i motociclisti goriziani per questioni sportive o solo anche per avere informazioni pratiche sulla circolazione, si rivolgono al Club Motociclistico triestino.
Trieste resta dunque la piazza motociclistica più importante della regione, al punto che le maggiori Case automobilistiche e motociclistiche in quell’epoca pionieristica, soprattutto quelle dell’Europa Centrale, progettano l’apertura di rivendite autorizzate in città.
Nel 1909 in occasione di una gara automobilistica sul chilometro lanciato a Barcola, poco fuori la cerchia urbana, viene organizzato anche un evento riservato alle motociclette. La manifestazione – nata dalla collaborazione fra il Club Motociclistico Triestino e l’Automobile Club Trieste, quest’ultimo fondato nel 1908 – risulta essere il primo evento sportivo dedicato alle due ruote ufficialmente documentabile a Trieste.
Nel 1910 invece, sempre su iniziativa del Club Motociclistico triestino, viene istituita una Federazione Sportiva Interregionale a cui faranno riferimento tutti gli enti coinvolti in attività motoristiche, compreso l’Audax sportivo di Gorizia, fino al 1914.
Tutti questi enti, le rivendite motociclistiche in città ma anche nell’intera Venezia Giulia, i piani di espansione delle industrie motoristiche dell’Europa Centrale, le corse, insomma, l’intero “tessuto” motociclistico della regione, deve essere completamente ridefinito al termine della Prima guerra mondiale, con il passaggio dei territori giuliani dall’Impero austro-ungarico sconfitto all’Italia.
La ripresa ufficiale dell’attività sportiva avviene il 12 febbraio del 1920 quando la sezione motociclistica dell’Unione Sportiva Triestina – la società polisportiva deputata a riunire tutti gli enti presenti in città – annuncia che l’attività del Club Motociclistico Triestino, sospesa per la guerra, proseguirà con il nuovo nome di Moto Club Trieste. Ente autonomo che dopo poco più di un anno si affrancherà dall’Unione Sportiva Triestina ed aderirà al Moto Club d’Italia.
Per tutto il decennio seguente le iniziative si susseguono ad un ritmo incalzante nel clima venutosi a creare con l’unificazione del Friuli e della Venezia Giulia all’Italia: raduni, gimkane, il “Circuito motociclistico dell’Isonzo” del 1921 con il patrocinio della Gazzetta dello Sport, “Il Gran Premio dei Centauri” dell’anno seguente con il percorso che tocca Milano, Trieste e Salsomaggiore.
Oltre all’attività sportiva c’è spazio anche per la breve produzione motociclistica locale. Nello specifico quella di una motoleggera che a partire dal 1923 compare nelle classifiche delle gare riservate a questa tipologia di motociclette con nomi diversi: “Moto Trieste”, “Parvus”, “Trieste-Parvus” e “Trieste-Murer”. Tutti riconducibili ad una 125 spinta da un monocilindrico Moser a quattro tempi costruito in Svizzera, con cambio a due velocità in blocco al motore, accreditato di 5 CV a 5.000 giri.
La Trieste-Murer resta in produzione solo un paio di anni e non è l’unica motoleggera costruita in Friuli-Venezia Giulia. Nel 1926 ad Udine è attiva l’Alfa, che arriverà addirittura a costruire una 350 prima di chiudere i battenti; a Pordenone esiste la moto Dominissini e a Gemona la Cargnelutti, entrambe minuscole realtà industriali con limitatissimi volumi di produzione e vendita. Oltre a questa a Gorizia si costruisce la motoleggera ISONZO con motore DKW.
L’attività sportiva legata alle motoleggere diventa sempre più popolare e diventa pretesto per la nascita di nuovi sodalizi. Nel 1923, il consiglio direttivo dell’Audax sportivo di Gorizia decide di aprire anche una sezione destinata al motociclismo, embrione del futuro Motoclub e punto di riferimento per gli appassionati del Friuli occidentale e dei territori annessi da pochi anni all’Italia.
Nel primo periodo di attività il Motoclub organizza manifestazioni riservate alle biciclette a motore, mostrando un notevole spirito di iniziativa.
La prima di cui si ha testimonianza è una “Riunione primaverile ciclo-moto-podistica” nell’aprile del 1923, seguita il 24 giugno da una “Riunione motociclistica” con gare riservate alle biciclette a motore su un percorso di 15 km realizzato alla periferia della città, con giri finali ed arrivo nello stadio comunale, e due gare ad eliminazione a coppie per moto di 500 e 1.000 cc.
Un anno più tardi, con la procedura di affiliazione inoltrata al Moto Club d’Italia, nasce ufficialmente l’Audax Moto Club Gorizia. Che con la separazione dall’Audax sportivo avvenuta nel 1928, assume una propria identità e la denominazione di Moto Club Gorizia.
L’ente è molto attivo nelle competizioni, soprattutto negli Audax e nelle gare di Regolarità ma anche nei raduni, sia per la presenza dei suoi tesserati alle principali manifestazioni nella Venezia Giulia e nel nord Italia e sia per l’organizzazione di competizioni. Come la “Marcia delle 12 Ore” andata in scena nel 1930 sul percorso Gorizia-Postumia-Fiume-Pola-Trieste- Monfalcone-Udine-Cividale, per complessivi 480 km.